Le case costruttrici fanno gran fatica a vendere auto nuove, e dopo anni di crisi del mercato, emergono dettagli precisi sul motivo delle difficoltà del settore. Ecco perché nessuno compra più modelli nuovi di zecca.
La crisi del mercato dell’auto va avanti ormai da diversi anni, e la quasi totalità dei costruttori fa i conti da troppo tempo con delle mostruose perdite. Oltre ai brand in prima linea, anche il settore della componentistica è un caduta libera, e soprattutto in Germania, tante famose realtà hanno dovuto chiudere i battenti o sono state costrette a licenziare i dipendenti. Dunque, la scarsa vendita delle auto nuove non può che complicare la vita ai marchi, ed è il momento di scoprire cosa c’è dietro.
Banalmente, il crollo di vendite delle auto nuove è causato da un prezzo d’acquisto eccessivamente elevato, che ha messo in grande difficoltà la clientela. Al giorno d’oggi, il mercato dell’usato è tornato di stretta attualità, dal momento che permette di chiudere dei buoni affari risparmiando parecchio denaro rispetto al nuovo. Andiamo a scoprire, in base ad un’interessante studio, cosa c’è dietro al tracollo del prodotto nuovo a cui abbiamo assistito in questi anni.
Secondo lo studio della società di consulenza Bain & Company, che è stato presentato all’evento annuale di Aniasa, ovvero l’Associazione nazionale industria dell’autonoleggio, della sharing mobility e dell’automotive digital, il prezzo medio di un’auto nuova è salito vertiginosamente, attorno ai 30.000 euro. Tanto per fare un paragone con il 2013, quando il prezzo era di circa 19.000 euro, l’incremento del prezzo medio è stato di circa il 52%. Tutto ciò non si scontra positivamente con la crescita degli stipendi lordi annui, che rispetto a 12 anni fa sono saliti del 29%, da 29.000 a 38.000 euro.
La forbice si è ulteriormente allargata dal Covid-19 ad oggi, ed è diventato difficile per tutti comprare un’auto nuova, soprattutto se si punta a modelli di una certa qualità. Gianluca Di Loreto, Partner e responsabile italiano automotive di Bain & Company, ha così commentato questi dati: “Si rafforza una nuova normalità fatta di veicoli che vengono mantenuti dai clienti più a lungo, attenzione al loro prezzo ed apertura a delle soluzioni non tradizionali. Aumenta la scelta di veicoli noleggiati, così come di quelli che vengono acquistati usati“. Di questo passo, le auto nuove resteranno per la loro maggior parte invendute, e la crisi non avrà fine.
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