Un’ammiraglia che fa silenzio e strada: la senti scorrere di notte, il centro illuminato ai lati, e intanto pensi che l’elettrico può essere facile, se la batteria fa il suo lavoro senza chiedere nulla in cambio. Con la nuova BMW i7 elettrica, quel pensiero diventa promessa. E dietro c’è una coppia inattesa: il gruppo tedesco e i croati di Rimac.

La scena è semplice. Parti presto, città ancora assonnata. L’auto scivola senza rumore. Tu guardi l’autonomia e non ti preoccupi. Questo è il punto: una batteria ad alta tensione che rende normali le abitudini di sempre.
La i7 oggi usa un pacco da poco più di 100 kWh netti e un’architettura a 400 volt. Fa fino a 600+ km WLTP a seconda dell’allestimento. In ricarica rapida tocca circa 195 kW. Numeri solidi, già noti a chi segue il marchio. Ma la notizia è un’altra, e arriva a metà strada: BMW e Rimac Technology hanno avviato una collaborazione per sviluppare sistemi ad alta tensione di nuova generazione destinati ai modelli elettrici premium. Qui entra il carattere croato, cresciuto tra hypercar e ingegneria spinta.
Non stiamo parlando di fantascienza. Rimac costruisce batterie da anni, lavora su gestione termica estrema e cicli di carica ripetuti senza degrado anomalo. La traduzione in linguaggio quotidiano è chiara: più potenza quando serve, meno calore quando non serve, tempi di fermata ridotti.
Perché la batteria conta davvero
La batteria è il cuore. Decide la prontezza allo scatto. Decide il comfort d’inverno. Decide la pausa al bar in autostrada. Con piattaforme ad alta tensione (spesso 800V), la ricarica rapida può salire parecchio rispetto ai 400V, se l’infrastruttura lo consente. Significa trasformare 35 minuti in 20, a parità di energia ricaricata. È il tempo di un caffè e di un messaggio vocale. Su un’ammiraglia come la BMW i7, questo fa la differenza tra un viaggio gestito e un viaggio subìto.
E i dettagli pratici? Raffreddamento a liquido più fine, celle ad alta densità energetica, elettronica di potenza efficiente. In strada si traduce in ripartenze pulite anche dopo tratti veloci, mantenimento della prestazione senza cali e una autonomia che non collassa con il clima.
Immagina un rientro al tramonto. Navighi in silenzio, impianto audio basso, pensieri al domani. Arrivi alla colonnina. L’auto precondiziona la batteria. Attacchi il cavo. L’indicatore sale deciso. Qui vedi la mano di chi conosce gli estremi dell’elettrico e li addolcisce per tutti i giorni.
Ci sono però punti da chiarire. Ad oggi BMW non ha comunicato specifiche definitive della i7 legate alla collaborazione con Rimac. La i7 attuale resta su architettura 400V. La partnership, confermata per le piattaforme di prossima generazione, potrà arrivare su vari modelli; tempistiche e configurazioni per la berlina di punta non sono ancora pubbliche. È corretto aspettarsi vantaggi su ricarica, efficienza e durata, ma i numeri finali non ci sono. Meglio tenere i piedi per terra e gli occhi aperti.
Un aneddoto? Un tester raccontava che la prima volta che ha guidato una grande elettrica con ricarica oltre i 200 kW ha smesso di pianificare. Ha iniziato a improvvisare. Una sosta imprevista diventava parte del viaggio. È lì che l’elettrico ti conquista: quando non te ne accorgi più.
E forse è questo il vero obiettivo della coppia BMW–Rimac: togliere rumore mentale, non solo rumore meccanico. Rendere la tecnologia così discreta da lasciarti spazio. A quel punto, che cosa ne faresti tu di quel silenzio in più?





